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Rendita Vitalizia: Cos’è e come funziona

Rendita Vitalizia

La rendita vitalizia coniuga la formazione di nuove entrate e il contrasto delle instabilità legate al sistema pensionistico italiano.

Tra i diversi obiettivi del sito vi è sempre stato quello di diffondere informazioni in merito alla generazione di rendite passive.

Ai più è noto come il trattamento pensionistico nostrano sia destinato in maniera irreversibile al collasso.

Molti degli under 50 non riescono ad individuare un futuro assistenzialistico in questi termini e le attuali politiche economiche non creano fiducia;

Molti si ritrovano a cercare soluzioni alternative alla pensione.

La rendita vitalizia può essere una di queste.

Che cos’è la Rendita Vitalizia

La rendita vitalizia viene regolamentata nell’ambito del diritto privato, nel codice civile, dall’articolo 1872 al 1881.

Rientra quindi nel titolo terzo del codice, quello riguardante i singoli contratti.

Riassumeremo questi articoli per semplificare al massimo la comprensione di tutti i principali aspetti regolamentati.

Innanzitutto la Rendita Vitalizia è un contratto, quindi un accordo stabilito tra due o più parti volto a costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale.

Chiaro che in questo caso oggetto del rapporto è la rendita.

Uno dei due stipulanti del contratto configurerà come beneficiario, benché vi siano diversi tipi di rendita vitalizia che illustreremo nei paragrafi successivi.

Il beneficiario è colui che percepirà una rendita da parte dell’altro stipulante. Per ricevere questa rendita però, il beneficiario deve avere “pagato” una somma di denaro all’altra parte.

È per questo motivo che le soluzioni di rendite vitalizie sono in molti casi dei servizi proposti da assicurazioni, istituti di credito e banche.

Alcuni danno la definizione di polizza del ramo della vita, in generale possiamo definirle come uno strumento di gestione del rischio.

Clicca sul pulsante in basso per leggere gli articoli direttamente dal codice civile.

Esempio

Tabella rendita vitalizia immediata
Fonte: Fonchim.it

Per raccontare in maniera maggiormente esaustiva l’argomento vi riportiamo un esempio estratto dal sito fonchim.it

In questo caso un uomo di 65 anni versa 100.000€ di capitale ad un tasso tecnico dell’1% scegliendo una rateazione annuale.

In base alla tabella riportata sotto è possibile verificare come a quest’uomo spettino, per contratto di Rendita Vitalizia: 5.053€ all’anno.

Questa somma è ottenuta moltiplicando 100.000 per 0.0505260.

L’ultima cifra è ciò che si definisce “Coefficiente” ed è un numero che tiene conto dell’età e del sesso del beneficiario della rendita.

Questo perché in base agli anni e al sesso è possibile stimare la durata della vita di un uomo, confrontando i dati con quelli dell’ISTAT.

È necessario per chi offre questo tipo di servizi. L’obiettivo è quello di non restituire al beneficiario più di quanto egli abbia versato.

In questo caso, è stato stimato che l’uomo in questione non vivrà più di venti anni.

Questo è facilmente deducibile dal fatto che, nel caso in cui l’uomo dovesse vivere, per esempio, altri 25 anni, dotterà indietro un totale di 126.325€.

In linea di massima il “gioco è vincente” per coloro i quali offrono il servizio.

Coloro i quali decedono prima del termina della rendita genereranno un positivo che andrà a colmare il passivo formato da coloro i quali invece hanno vissuto più delle stime.

È un discorso che soprattutto in questo tratto diviene macabro, ma sono aspetti che, bene o male, fanno parte della vita.

Rendita vitalizia immediata

Diversi tipi di Rendita Vitalizia

Come anticipato nei paragrafi precedenti esistono diversi tipi di rendita vitalizia che vedono la partecipazione anche di soggetti estranei alla stipulazione del contratto.

Rendita Immediata e Differita

La rendita vitalizia immediata viene definita tale perché paga la prima somma nello stesso periodo in cui avviene la sottoscrizione del contratto.

Per intenderci se si stipula il contratto nel 2022 la prima entrata dal contratto la si otterrà nello stesso anno.

Questa si differenzia dalla Rendita Vitalizia Differita.

In questo caso per vedersi accreditata la prima somma da rendita bisogna attendere un periodo di differita appunto.

Questo periodo può essere regolato dalle parti nel momento della sottoscrizione del contratto.

Rendita Reversibile

Come anticipato precedentemente gli effetti del contratto di Rendita Vitalizia possono essere estesi ai terzi nei casi in cui venga contemplata l’opzione dalle parti.

Questa opzione è indispensabile per meglio integrare la somma versata.

Nell’esempio precedente abbiamo visto come, colui che sottoscrive un contratto di rendita possa venire a mancare prima della percezione totale del credito.

Con una rendita semplice andrebbe a perdere quella cifra, con l’opzione della reversibilità quella cifra può essere (anche se solo in parte) versata a terzi.

L’esempio classico è quella della reversibilità nei confronti della moglie, del coniuge in generale, e dei discendenti o ascendenti.

Nel caso del coniuge la percentuale reversibile è maggiore rispetto a quella dei discendenti.

Tassazione

La rendita vitalizia è esente da tassazione ma è necessario ricordare alcuni aspetti.

Alcune rendite non restano fisse nel tempo, come l’esempio fatto sopra, perché integrati con altri strumenti finanziari e di gestione.

Di conseguenza è necessario distinguere una rendita di base, che è sempre la stessa, più una rendita variabile che varia (di norma aumenta) sulla base degli interessi.

Bene, in questo caso la parte variabile della rendita è soggetta all’imposta per le rendite finanziarie (nel caso derivi da titoli azionari, di stato, ecc.)

Per legge il tutto deve essere esplicitamente riportato nel contratto.

Quindi per non fare errori, oltre ad informarsi tramite professionisti e importante leggere tutta l’informativa che vi rilascia l’assicurazione o qualsiasi altro istituto prima di firmare il contratto.

tassazione rendita vitalizia

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Differenza con Rendita Perpetua

In molti confondono i due termini, e questo nasce dal fatto che, di base, non si conosce né l’una né l’altra, o almeno in maniera approfondita.

La rendita perpetua, a differenza di quella vitalizia, è disciplinata dall’articolo 1861 del codice civile.

Consiste nel diritto che una parte conferisce all’altra di esigere in perpetuo (in maniera continuata nel tempo) una somma di denaro o altre cose fungibili come corrispettivo della vendita di un immobile o di una cessione di capitale.

La principale differenza tra le due è che la rendita perpetua consente l’esercizio del riscatto, cioè il pagamento della somma che risulta dalla capitalizzazione della rendita annua sulla base dell’interesse legale.

Inoltre la rendita vitalizia configura come contratto a tempo determinato, che vede il termine nella morte del beneficiario o dei diversi beneficiari.

Non si può dire lo stesso della rendita perpetua a causa della sua perpetuità (senza limiti di tempo).

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Rendita Vitalizia INPS

Anche l’Istituto Nazionale di Prevenzione Sociale (lo stesso che si occupa della cosiddetta pensione) offre una soluzione di Rendita Vitalizia.

Questa però è mirata a riscattare dei periodi di omissione contributiva che sono caduti in prescrizione.

È uno strumento del tutto diverso rispetto a quello delle assicurazioni e delle polizze vita.

Per informarvi meglio su questo strumento vi consigliamo di visitare questa pagina.

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