Cassettista: Significato e strategia di investimento

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Cassettista è colui il quale investe in operazioni di carattere mobiliare con l’obiettivo del ritorno a lungo termine, contrariamente quindi agli speculatori che operano invece con l’obiettivo del breve termine.

Per operazione di carattere mobiliare si intende principalmente l’acquisto di titoli (di stato, azionari, obbligazionari) e il loro mantenimento per un lungo periodo.

E proprio la dimensione temporale che dà il nome di “cassettista” a questo profilo di investitore.

Il riferimento è alle cassette bancarie, quelle di sicurezza, dove l’investitore di questo tipo (quando aveva senso farlo, ovviamente) andava a depositare i suoi titoli e poi a “dimenticarsene”.

Questa operazione aveva senso anni fa, quando venivano rilasciati molti documenti cartacei all’acquisto dei titoli e solo quei documenti avevano valore legale.

Adesso, con sistemi all’avanguardia, la digitalizzazione dei privati e delle banche, non ha molto senso stampare le operazioni e i documenti relativi ai titoli che si detiene in portafoglio per portarli in banca e custodirli.

Il tutto si può fare tramite il proprio pc o il proprio smartphone.

Un’aspetto del cassettista tradizionale però, rimane anche in questi tempi moderni: la strategia.

La strategia d’investimento del cassettista

Abbiamo già anticipato una caratteristica determinante dell’investitore cassettista, cioè il profilo temporale.

Il cassettista acquista i titoli per poi custodirli a lungo termine e segue di conseguenza una strategia molto rigida, lontana innanzi tutto da suggestioni derivanti dai mezzi di informazione finanziaria.

Sotto quest’ottica dunque, sceglierà di comprare una determinata tipologia di titoli, anzi, per ogni differente strumento finanziario applicherà le sue valutazioni principali.

Le strategie in genere

Ma in generale come si fa ad individuare una determinata strategia?

Come si fa, per esempio, ad individuare in due diversi investitori, un profilo di cassettista da un lato ed uno di speculatore dall’altro?

Oltre alla determinante del tempo, è fondamentale quella del rischio.

Ci sono investitori che preferiscono puntare a percentuali ragionevoli di ritorno, ad esempio il 2/3% annuo, giusto per combattere l’inflazione, il tutto in un lasso temporale molto ampio, si parla di almeno 10 anni, altrimenti l’interesse composto non può performare come si deve.

Altri investitori invece aumentano il loro livello di rischio; sono i “tutto e subito” della finanza, e credono fortemente di poter battere il mercato di almeno il 7/8% annuo, per una durata media delle operazioni che non supera mai qualche mese di massimo.

Tenete sempre a mente quindi che il profilo del rischio e direttamente proporzionato al rendimento atteso considerando anche la durata dell’investimento.

Strategia Attiva vs Strategia Passiva

Le due strategie sopra citate vengo definite spesso come Attiva e Passiva.

Attiva (speculatore) perchè l’investitore, con un certa frequenza (giorni, settimane, mesi), monitora e modifica i suoi investimenti, in maniera attiva, appunto, cercando sempre di portare la performance del portafoglio verso il suo target.

Passiva (cassettista) perchè l’investitore, una volta creato ad arte il proprio portafogli si limita a monitorarlo, al massimo ad aggiungere capitale quando ne ha la possibilità, ma non sogna nemmeno di toccarlo;

assiste come nel tempo (se ha fatto le scelte giuste) le performance tendono ad allinearsi con il suo target.

Possiamo così andare a definire due strategie opposte, in modo da sottolineare al meglio quello che è il profilo dell’investitore cassettista.

Ovviamente nel mezzo ci sono un numero notevole di altri tipi di investitori, soprattuto un numero non finito, perchè oltre alle varie combinazioni dei fattori Tempo e Rischio ci sono altre caratteristiche che di volta in volta differenziano un investitore da un altro.

Durata delle operazioniRitorno attesoRischio
SpeculatoreQualche mese al massimoAlto
(es. 7/8% annuo)
Alto
CassettistaMolti anni
(10 anni minimo)
Basso
(es. 2/3%)
Basso

Cassettista e gestione del capitale

Oltre ai due fattori citati precedentemente, anche il capitale si configura come caratteristica di un investitore.

C’è chi decide di investire una ingente somma, magari un’eredità, una vincita, un’importante vendita, tutta in una volta e chi, invece, crea veri e propri piani di accumulo per costruire pian piano il proprio capitale.

Bene, dato il profilo di rischio e quello temporale del cassettista analizzati precedentemente, è facile presupporre che questo investitore predilige importanti depositi di capitale iniziale piùttosto che piani di accumulo.

Questo perchè il il profilo di rischio non è abbastanza elevato da garantire una buona performance dell’interesse composto.

Mi spiego meglio con un esempio diviso in due casi:

Caso 1:

  • Capitale iniziale 0€
  • Somme depositate mensilmente 400€
  • Interesse target 2%
  • Profilo temporale 10 anni
  • Capitale totale versato 48000€

Versando 400€ al mese per 10 anni si otterrà un ritorno di 53.087,89€, di cui €48.000,00 li avremo versati noi nel tempo, mentre gli interessi maturati saranno di €5.087,89.

In parole povere il guadagna sarà di circa 5.000€

Caso 2:

  • Capitale iniziale 48000€
  • Somme depositate mensilmente 0€
  • Interesse target 2%
  • Profilo temporale 10 anni
  • Capitale totale versato 48000€

Invece versando sin da subito 48.000€ senza mai depositare nuove somme, dopo 10 anni si otterrà un ritorno di €58.617,55, un guadagno netto di oltre 10.000€ quindi.

Stesso capitale finale, doppi guadagni!

Attenzione però, il nostro ragionamento è fondato esclusivamente sui ritorni in termine di interessi maturati, escludiamo dal calcolo i dividendi che comunque, con due portafogli uguali, porta comunque il nostro esempio allo stesso risultato.

n.d.r Ricordiamo che gli esempi sono solo dei modelli teorici per una più facile comprensione dell’argomento. Abbiamo evitato di considerare alcuni aspetti, come la tassazione sui rendimenti finanziari per semplificare gli esempi. Considerate quindi che alle cifre nette di rendimento va tolto il 26% di tassazione.

Il cassettista quindi non esclude il deposito di somme mensili, una sorta di piano di accumulo sul suo portagolio titoli, ma nella maggior parte dei casi avrà già depositato una importante capitale iniziale.

Cassettista significato + strategia

La scelta dei titoli

Arriviamo a trattare quindi il secondo aspetto determinante dopo la verifica del profilo del cassettista: la determinazione del suo portafoglio titoli.

Ancora una volta rischio, tempo e capitale saranno gli elementi che guideranno il cassettista verso la scelta di determinati titoli piùttosto che altri.

Azioni da cassettista

E’ facile, a questo punto del post, ipotizzare quali azioni un investitore cassettista comprerebbe e quali no.

Leggi come comprare azioni in maniera semplice e veloce.

Azioni italiane da Cassettista

Sceglierà azioni di imprese solide, il più lontano possibili dal fallimento, evitando così di “scommettere” sulla ripresa di una azienda in difficoltà, azione in realtà di natura speculativa.

Tra queste per esempio, per quanto riguarda le azioni italiane possono configurare tutte quelle di cui lo stato detiene un pacchetto.

Questo perchè l’investitore in generale, non solo il cassettista, individua nelle imprese a partecipazione pubblica una minore inclinazione al fallimento, data dal fatto che, casomai qualcosa dovesse andare terribilmente male, lo stato farebbe di tutto per non perdere soldi.

Ci verrebbe quindi da citare azioni come: Eni, Enel e Poste Italiane ma anche la meno conosciuta e più performante di quest’anno, la ST Microelectronics, che ha chiuso ad oggi (Agosto 2021) uno spettacolare +44%.

Provate ad immaginare quindi quanti cassettiti ad oggi sono contenti della loro strategia di investimento.

Azioni americane da cassettista

Ragionamento diverso per le azioni americane da cassettista.

Si può operare in questo caso in due direzioni: le sempre verdi e l’S&P 500.

Lo standard and poor 500 è la scelta che tutti i cassettisti fanno, ci metterei la mano sul fuoco.

Si tratta di un indice finanziario statunitense che racchiude le azioni del top 500 aziende americane per capitalizzazione, le più grandi quindi.

C’è poco da dire su questo “must dell’investimento”, genera da anni rendimenti che portano ad una media molto vicina al 7%, mantenendo comunque un profilo di rischio medio.

Comunque sia, nonostante sia fuori target in termini di rischio, è una scelta che tutti i cassettisti fanno.

Ricordando che il cassettista come minimo mantiene il suo investimento per 10 anni, lo S&P difficilmente chiuderà in dieci anni al di sotto del target di rendimento (2/3%) del cassettista.

Ovviamente nei mercati finanziari tutto è possibile!

Poi, tra le azioni americane da cassettista configurano le cosidette sempre verdi, in realtà azioni di società non molto vecchie, ma che sono destinate performare bene sui mercati per gli anni a venire.

Tra queste ci sono: Google, Apple, Amazon, Facebook, Walmart, Intel

Tutte, più o meno, legate dal comune denominatore della tecnologia ma ormai così diversificate da sopravvivere anche in tempi difficili, quindi resistenti e lontante dal fallimento.

Obbligazioni da cassettista

Le obbligazioni per loro natura combaciano perfettamente con uno dei requisiti di investimento del cassettista: il basso rischio.

Un po’ troppo basso direi, tale da ridurre anche i rendimenti, che per la maggior parte delle obbligazioni sono fuori target; avete capito bene, al di sotto del 2%.

Di questi tempi un rendimento dell’1% non contrasta nemmeno l’inflazione.

Perchè hanno un rendimento così basso?

Perchè quando un cassettista compra una obbligazione in realtà sta finanziando il debito di uno stato o di un’azienda, che si impegnano quindi a restituire entro tot la somma + gli interessi.

Ora, nel caso delle obbligazioni statali, il rischio di inadempimento da parte dello stato è molo basso. Alla fine uno stato ha così tanti strumenti per ripagare i suoi creditori.

Per le obbligazioni delle aziende invece il discorso è diverso. Il rischio è sempre maggiori rispetto a quelle statali e di riflesso anche i rendimenti attesi in interessi.

Le migliori obbligazioni italiane da cassettista quindi sono quelle legate allo stato, i cosiddetti Bot e BTP.

Per vedere un interesse al 2% circa bisogna comprare i Btp 2036, 2047, 2050 o 2067.

Tutti tra il 2 e il 3% di rendimento lordo…e sì, quei numeri sono le scadenze degli stessi.

Quindi per vedere un ritorno del 2.8% circa bisogna attendere fino al 2067, 46 anni.

Alla fine non si sfora di certo col target temporale definito nei paragrafi precedenti ma il cassettista medio si chiederà di certo se valga davvero la pena fermare per così tanto tempo i prori capitali per un interesse del genere.

Conclusioni

Abbiamo chiarito quindi il profilo dell’investitore cassettista a 360 gradi, dandone una definizione, e verificando brevemento in base alle sue caratteristiche principale quali titoli predilige rispetto agli altri.

Vi lasciamo con qualche elemento riassuntivo.

Caratteristiche principale dell’Investitore cassettista:

  • Bassa propensione al rischio
  • Disponibilità di un ingente capitale iniziale
  • Disponibilità a fermare il capitale per molto tempo (minimo 10 anni)
  • Predilizione per titoli obbligazionario e azionari a partecipazione pubblica

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